INCENTIVI FISCALI

Queste brevi note hanno lo scopo, peraltro non esaustivo, di aiutare il consumatore e l’utente non professionale a muoversi nel coacervo di leggi e decreti che regolano l’Applicazione di Aliquote IVA in edilizia in fase di Commercializzazione e le Agevolazioni Fiscali correnti ed in continua evoluzione.

Guida alle agevolazioni

Le Detrazioni IRPEF (aggiornate alla Legge di Stabilità 2016 nr.° 208 28.12.2015)

La Legge di Stabilità 2016 ha prorogato al 31.12.2016 le medesime aliquote di detrazione IRPEF al 50% e 65% previste nel corso del 2015 per chi manutiene, ristruttura e risana unità immobiliari e/o edifici esistenti di qualunque categoria catastale anche se rurali o strumentali all’attività o effettui interventi di riqualificazione energetica.

Possono usufruire della detrazione tutti i contribuenti che sostengano, fino al 31.12.2016 spese per l’esecuzione degli interventi indicati su edifici esistenti, su loro parti o su unità immobiliari, posseduti o detenuti.

Tra le persone fisiche, possono usufruire della detrazione anche i titolari di un diritto reale sull’immobile come pure chi detiene l’immobile in comodato. Ai sensi della normativa (art. 2 D.I. 19/02/2007) possono fruire della detrazione tra gli altri, tutti i soggetti non titolari di reddito di impresa come le persone fisiche che siano possessori dell’immobile in quanto proprietari o nudi proprietari o titolari di diritti reali di godimento oppure detengano lo stesso in quanto inquilini, familiare conviventi, eredi.

Detrazione 65 % per Riqualificazione Energetica

Possono usufruire della detrazione tutti i contribuenti che eseguano interventi che determinino un aumento del livello di efficienza energetica dell’abitazione; in particolare le detrazioni sono riconosciute se le spese sono sostenute per la riduzione del fabbisogno energetico per il riscaldamento, il miglioramento termico (finestre, infissi), per l’installazione di pannelli solari e per la sostituzione degli impianti di climatizzazione.

Detrazione Massima per Tipologia di Intervento

Tipologia Intervento Tetto Massimo Detrazione
Riqualificazione Energetica Edifici Esistenti € 100.000,00
Involucro Edifici (Infissi, Finestre) € 60.000,00
Installazione Pannelli Solari € 60.000,00
Sostituzione Impianto Climatizzazione Invernale € 30.000,00
Acquisto e Posa Schermature Solari (All. M D.Lgs 311/06) € 60.000,00
Aquisto e Posa Impianto Climatizzazione Invernale alimentati da biomasse combustibili € 30.000,00

Sarà pertanto ancora possibile, entro i limiti di spesa indicati, la detrazione dell’imposta lorda per una quota pari al 65% degli importi rimasti a carico del contribuente, ripartita in 10 quote annuali di pari importo sino al 31.12.2016.

I principali adempimenti per fruire della detrazione per Sostituzione Finestre ed Infissi:

1. Acquistare Prodotti Certificati (D.M. 06.08.2009)
2. Possedere l’Abilitazione Amministrativa (se richiesta dalla legislazione edilizia vigente)
3. Compilare la Scheda Informativa (Allegato F del DM 19.02.2007)
4. Trasmettere all’ENEA entro 90 gg dalla fine dei lavori il C.E. ed la S.I.
5. Regolare i pagamenti a mezzo Bonifico Bancario e/o Postale
6. Asseverazione Tecnica e/o Certificazione Energetica
7. Indicare il riferimento normativo (art.1 co. Da 344 a 347 della Legge 296/06)

Detrazione 50% per Recupero del Patrimonio Edilizio

Manutenzione Ordinaria e Straordinaria, Recupero e Ristrutturazione

Possono usufruire della detrazione tutti i contribuenti che sostengano, fino al 31.12.2016, spese per l’esecuzione degli interventi di Manutenzione Ordinaria (parti comuni condominiali), Manutenzione Straordinaria, Recupero, Ristrutturazione su edifici esistenti, su loro parti o su unità immobiliari, posseduti o detenuti a vario titolo (sono esclusi gli ampliamenti che configurano una nuova costruzione).Si conferma quanto disposto al’art. 11 del D.L. n.83/2012 con la percentuale di spesa detraibile al 50% ed il limite massimo di spesa per ciascuna unità immobiliare di €.96.000,00 sino al 31.12.16 (detrazione massima €.48.000,00).

I principali adempimenti per fruire della detrazione:

1. Possedere l’ Abilitazione Amministrativa (se richiesta dalla legislazione edilizia vigente)
2. Notificare Preliminarmente all’ ASL (se previsto)
3. Conservare ed Esibire su richiesta dell’A.d.E. la documentazione probante
4. Indicare i Dati Catastali identificativi dell’immobile nella Dichiarazione dei redditi
5. Regolare i pagamenti a mezzo Bonifico Bancario e/o Postale

Detrazione 50% per l’Acquisto di Arredamento “Finalizzato”

Il provvedimento sugli “ecobonus” ha introdotto la possibilità, per chi abbia in corso interventi di recupero del patrimonio edilizio, di ottenere un’ulteriore detrazione del 50% delle spese documentate per l’acquisto di Mobili finalizzati all’arredo dell’abitazione.

Si tratta di un’agevolazione cumulabile con lo sconto principale per un massimo di spesa non superiore a €.10.000,00 con uno sconto massimo di €.5.000,00 in 10 anni per ciascuna unità abitativa.

La condizione necessaria ed inderogabile per cui l’acquisto dei mobili doveva essere finalizzato all’arredamento dell’unità abitativa oggetto dei piu’ generali interventi di ristrutturazione, manutenzione, recupero, è superata da recenti aggiornamenti.

I principali adempimenti per fruire della detrazione:

1. Conservare ed Esibire su richiesta dell’A.d.E. la documentazione probante
2. Indicare i Dati Catastali identificativi dell’immobile nella Dichiarazione dei redditi
3. Effettuare qualsiasi pagamento a mezzo Bonifico Bancario o Postale e/o con Moneta Elettronica

News 2016 Detrazione 50% per l’Acquisto di Arredamento “Giovani Coppie”

La Novità contenuta nella Legge di Stabilità 2016 è il c.d. “Bonus Mobili Giovani Coppie”; consente a coppie che costituiscano nuclei familiari (anche conviventi more uxorio) da almeno tre anni, di detrarre per il 50% l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici su un limite di spesa di €.16.000,00, da destinare ad un immobile acquistato nell’anno e destinato ad abitazione principale.

I principali adempimenti per fruire della detrazione:

1. Regolare il pagamento solo con Bonifico Bancario o Postale e/o con Moneta Elettronica
2. Indicare nella causale il riferimento normativo
3. Conservare ed esibire la documentazione su richiesta dell’A.d.E.
4. Indicare nella Dichiarazione dei Redditi i dati catastali dell’immobile interessato
5. Non cumulare con altre detrazioni

Conto termico 2016

Il Conto Termico, in vigore dal 01.01.2013, incentiva e finanzia la Sostituzione di generatori di calore per la climatizzazione invernale con generatori di calore alimentati da Biomassa.

Il principio fondamentale sui cui si basa la ratio dell’incentivo è che un buon prodotto, ben installato, che consumi combustibile di qualità e che venga correttamente manutenuto, garantisce nel tempo Risparmio Economico e Rispetto dell’Ambiente.

L’incentivo, alternativo ad eventuali detrazioni, viene erogato in Due Anni (per impianti con potenza nominale inferiore ai 35 kw), calcolato in base a Prestazioni, Emissioni, Zona Climatica e puo’ essere addirittura superiore al prezzo d’acquisto.

Per accedere agli incentivi è necessario compilare, entro 60 gg dal termine dei lavori la scheda/domanda sul portale GSE (www.gse.it), prenotando peraltro risorse contingentate (700 mln di euro).

Ribadiamo tra le condizioni necessarie per accedere all’incentivo, che il nuovo prodotto deve sostituire un impianto gia’ esistente: es. un Termocamino a Legna (UNI EN 13229) deve essere installato esclusivamente in sostituzione di camini aperti, deve avere un rendimento termico utile >85%, emissioni in atmosfera certificate, deve essere manutenuto (generatore e canna fumaria) almeno ogni due anni.

I nostri Consulenti sono a Vostra disposizione nei punti vendita di Bari e Terlizzi per ulteriori approfondimenti.

Le Aliquote IVA in edilizia in fase di Commercializzazione

Le Tipologie di Intervento

Oltre alle Nuove costruzioni di case di abitazione non di lusso (art.13 L. 408/49) ed a quelle rurali con destinazione abitativa (art.21-bis), il legislatore ha cosi’ definito i c.d. Interventi di recupero del patrimonio edilizio esistente (art.31 co.1 L. 5.8.1978 n. 457), ribadendone l’esatta interpretazione ai fini fiscali con la Circolare del Ministero delle Finanze nr.° 57/E del 24/02/98 e DPR 380/2011.

Manutenzione Ordinaria (lettera “a” L.457/78; art. 3 comma 1, lett. “a” DPR 380/01) – Aliquota IVA 22 %
Interventi che riguardano opere sostanzialmente di riparazione dell’esistente quali: sostituzione sanitari, sostituzione integrale o parziale del pavimento, piastrellatura bagni, riparazione impianti idraulici, tinteggiatura, sostituzione caldaie, apertura/chiusura di porte interne, installazione di porte blindate, sostituzione di infissi esterni e serramenti o persiane senza modifica della tipologia di infisso.

Manutenzione Straordinaria (lettera “b” L. 457/78; art. 3 comma 1, lett. “b” DPR 380/01) – Aliquota IVA 22 %
Interventi anche di carattere innovativo finalizzati a mantenere in efficienza ed adeguare all’uso corrente l’abitazione senza variazioni di superfici, volumetrie e destinazioni d’uso quali: sostituzione di infissi esterni, serramenti o persiane con modifica di materiale e tipologia, realizzazione di opere accessorie che non comportino aumento dei volumi o di superfici utili, realizzazione di volumi tecnici, nuova realizzazione di servizi igienico-sanitari senza alterazione dei volumi e delle superfici, rifacimento integrale impianti di riscaldamento, rifacimento scale, sostituzione dei solai con materiali diversi, interventi finalizzati al risparmio energetico, sostituzione dei tramezzi interni, consolidamento delle strutture di fondazione.

Restauro Risanamento Conservativo (lettera “c” L. 457/78; art. 3 comma 1, lett. “c” DPR 380/01) – Aliquota IVA 10 %
Interventi destinati a restituire l’immobile di particolare valore architettonico, storico-artistico, ad una configurazione conforme ai valori che si intendono tutelare o finalizzati ad adeguare ad una migliore esigenza d’uso attuale un edificio esistente, sotto iaspetti,tipologici,formali,strutturali,funzionali,quali:
consolidamento, ripristino e rinnovo degli elementi costitutivi dell’edificio, ripristino dell’aspetto storico-architettonico di un edificio, adeguamento delle altezze dei solai con il rispetto delle volumetrie esistenti, apertura di finestre per esigenze di aerazione dei locali.

Ristrutturazione Edilizia (lettera “d” L. 457/78; art. 3 comma 1, lett. “d” DPR 380/01) – Aliquota IVA 10 %
Interventi rivolti a trasformare gli organismi edilizi mediante opere che possono portare ad un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente al punto che l’intervento stesso è considerato di “trasformazione urbanistica” e sottoposto al pagamentodionericoncessori:
riorganizzazione distributiva degli edifici e delle unità immobiliari, del loro numero e delle loro dimensioni, costruzione dei servizi igienici in ampliamento delle superfici e dei volumi, mutamento di destinazione d’uso, trasformazione dei locali accessori in locali residenziali, recupero abitativo del sottotetto, realizzazione solai, interventi di ampliamento delle superfici.

Le Aliquote IVA applicabili in fase di commercializzazione variano a seconda del tipo di intervento e dei soggetti che lo pongono in essere e pertanto assume importanza identificare le fattispecie che danno diritto all’applicazione di un’aliquota agevolata in luogo dell’aliquota ordinaria. Tra le diverse fattispecie sopraelencate, la normativa (n.127-tedecies Tabella A parte III allegata al D.P.R. 633/72) prevede per “…i soli interventi di cui alle lettere “c” (Restauro e Risanamento) e “d” (Ristrutturazione Edilizia) l’applicazione di aliquote IVA agevolate (10%) in fase di commercializzazione e per i soli c.d. “Beni Finiti” escludendo sia le materie prime che i semilavorati eventualmente utilizzati.”

I Beni Finiti, le Materie Prime e Semilavorate

Premesso pertanto che l’intervento deve configurarsi tassativamente come Restauro, Risanamento o Ristrutturazione, la vendita con aliquota agevolata al 10% è possibile unicamente per i c.d. “Beni Finiti”: trattasi di materiali che anche successivamente al loro impiego, non perdono la loro individualità, pur venendo incorporati nell’immobile (N. 127-terdecies Tabella A Parte III allegata al D.P.R. 26.10.72 n. 633, C.M. 25 3.08.79, C.M. 14/330342 17.04.81, C.M. 2.3.1994 n.1/E).

Restano comunque esclusi da ogni agevolazione in fase di commercializzazione i beni finiti da destinare ad interventi di Manutenzione Ordinaria (lettera “A”) e Straordinaria (lettera “B”) la cui cessione viene effettuata applicando l’aliquota ordinaria del 22%.

Tali Beni devono costituire parti strutturali dell’opera, quali per esempio sanitari, caminetti (per il solo focolare), porte interne e blindate, infissi, porte a scomparsa, vasche da incasso o idromassaggio, box doccia, rubinetterie, saune e bagno turco, minuterie idrauliche, caldaie, lavelli in acciaio, condizionamento, elementi di termosifoni, scaldasalviette, minuterie idrauliche, scale a chiocciola, portoni sezionali.

Pertanto sono a priori escluse da ogni agevolazione al momento della vendita, le “Materie prime e Semilavorate” come: ceramiche, piastrelle, cotti, rivestimenti ceramici, gres porcellanati, maioliche, tessere in vetro, parquet, doghe in legno battiscopa, mobili da bagno, accessori da bagno, laterizi, cementi, collanti, elettrodomestici, manufatti in cemento, prodotti dell’industria lapidea.

Prestazioni di Servizi con Aliquota Agevolata

Dal 1° gennaio 2000 alle prestazioni di manodopera aventi ad oggetto interventi di recupero del patrimonio edilizio realizzati su fabbricati a prevalente destinazione abitativa, si rende applicabile l’aliquota IVA al 10% (art. 7, comma 1, lett. b Legge 23/12/99 nr.°488). Sulla base della citata disposizione la medesima aliquota si applica in linea generale anche ai beni forniti dal prestatore del servizio per la realizzazione dell’intervento.

Tale agevolazione recepisce la direttiva comunitaria 1999/CE del 22/10/99 con la quale è stata concessa agli Stati membri la facoltà di applicare una aliquota IVA ridotta “…sui servizi ad alta intensità di lavoro….”

La portata innovativa della norma pertanto resta sostanzialmente circoscritta agli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria (quali per esempio la sostituzione di infissi interni e serramenti con modifica di materiale o tipologia di infisso) e la ratio agevolativa è tesa proprio ad agevolare l’impiego di manodopera in determinati settori ad alta intensità di lavoro.

Non vengono in altri termini agevolate le cessioni di beni in quanto tali ne’ la manutenzione ordinaria e straordinaria, ma in quanto la realizzazione dell’intervento, che è il vero oggetto dell’agevolazione, comporta anche la fornitura dei beni salvo quelli significativi.

I beni “significativi” sono espressamente individuati (decreto 29.12.99) e su questi l’aliquota del 10% si applica solo fino alla concorrenza della differenza tra il valore complessivo della prestazione e quello dei beni stessi:

– Sanitari e Rubinetterie
– Infissi esterni ed interni
– Caldaie
– Condizionamento
– Impianti di sicurezza
– Ascensori

Esempio Costo Totale Intervento €.10.000,00 di cui

– Mano d’Opera €.4.000,00
– Costo Beni Significativi (rubinetterie e sanitari) €.6.000,00

Sul costo del beni significativi, l’IVA al 10% si applica solo su 4.000,00 euro cioe’ sulla differenza tra l’importo complessivo dell’intervento e quello dei beni significativi (10.000,00 – 6.000,00 = 4.000,00).

Sul valore residuo dei beni (2.000,00 euro) l’IVA si applica nella misura ordinaria del 22%.

In sostanza occorre considerare il valore complessivo della prestazione, individuare il valore del bene o dei beni significativi forniti nell’ambito della prestazione e sottrarlo dal corrispettivo. La differenza che ne risulta costituisce il limite di valore entro cui anche alla fornitura del bene significativo è applicabile l’aliquota del 10%, mentre il valore residuo del bene deve essere assoggettato all’aliquota ordinaria.

Le Responsabilità di IME SpA e del Consumatore

E’ necessario sottolineare che il Ministero delle Finanze già con la Risoluzione 361705 del 05.01.1979, puntualizza che chi commercializza ed effettua la cessione “………deve assicurarsi in concreto che sussistano i presupposti per l’applicazione dell’IVA ridotta, non avendo carattere esimente da gravose sanzioni l’eventuale dichiarazione rilasciata dall’acquirente circa la sussistenza dei requisiti per la concessione del beneficio fiscale applicabile”.

Ancora con le Circolari n.1/E del 2.03.94 e n.22/E del 30.03.98 lo stesso dicastero ribadiva che “…l’applicazione delle aliquote ridotte è subordinata al rilascio da parte dell’acquirente e sotto la sua responsabilità di una dichiarazione circa l’utilizzazione e la destinazione dei beni acquistati accompagnata da copia del Titolo Abilitativo (Permesso di Costruire, DIA, SCIA), in modo da poter effettuare i necessari riscontri tra quanto dichiarato dal cliente e l’effettivo impiego dei beni acquistati”.

Ultima in ordine di tempo la sentenza 3291/2012 e l’ordinanza 3167/2012 della Corte di Cassazione con cui quest’ultima ribadisce che “………nel rapporto tributario il cedente è il soggetto passivo rispetto al fisco e pertanto l’unico responsabile. Incombe su di lui infatti l’obbligo di verifica della posizione dei terzi con i quali ha operato …. oltre che della veridicità delle dichiarazioni e/o informazioni raccolte”.

Dal punto di vista civilistico tra l’altro, la sentenza conferma il pieno diritto del cedente di rivalsa sul cessionario per l’eventuale maggiore IVA pagata in seguito ad accertamento o rettifica da parte dell’amministrazione finanziaria (Dl. 1/2012).

Va inoltre sottolineato che l’acquirente nel caso in cui venga meno la destinazione agevolata, è tenuto a comunicare tale variazione al venditore affinché questo possa emettere nota di addebito ai fini del pagamento della maggiore imposta dovuta (ex art. 26 comma 1 D.P.R. 633/72).

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